Esoterismo, alchimia, magia e misticismo

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A causa di un ragguardevole numero di fraintendimenti riguardo all’uso di termini quali: “Esoterismo”, “Occultismo”, “Magia”, “Misticismo”, “Alchimia” et similia, nell’ambito di questo blog, ritengo opportuno fornire alcuni chiarimenti necessari per evitare ogni possibile mistificazione.

Approfitterò di un frammento poco conosciuto del poeta Fernando Pessoa per meglio chiarire cosa intendo. Del resto perchè cercare parole adatte quando ne esistono di superlative?

[…] “Si è sempre pensato che [un certo tipo di] insegnamenti dovessero essere adattati alla mente di coloro che li ricevono e, poichè molti di essi – questa è l’opzione degli iniziati – sono di ordine tale che il popolo in genere non li capirebbe, e capendoli in modo distorto ne sarebbe turbato, si pensò allora di dividere tali insegnamenti in due categorie: essoterici o profani, quelli esposti in modo da poter essere impartiti a tutti; ed esoterici o occulti, quelli che, essendo più veri, o del tutto veri, è opportuno che siano impartiti solo ad individui previamente e gradualmente preparati a riceverli. Questo tipo di preparazione si chiamava e si chiama iniziazione. E in tutti I misteri l’iniziazione è a sua volta graduale e organizzata in modo che, se un individuo non è adatto a ricevere gli insegnamenti occulti, il fatto si riveli prima che questi gli vengano impartiti per intero.

Se gli insegnamenti occulti siano verità o soltanto speculazioni astratte, è un altro problema. Se davvero gli ierofanti dell’occulto posseggano una maggiore conoscenza della verità pura rispetto a noi profani – che la cerchiamo, se la cerchiamo, con la lettura, la meditazione o l’intelligenza discorsiva e dialettica -, è cosa che non possiamo sapere. Tutto ciò può essere sinceramente creduto dagli iniziati, ed essere falso. L’occulto può avere le sue allucinazioni e I suoi inganni.

Comunque sia. È certo che gli insegnamenti impartiti nei misteri riguardano tre ordini di cose: la vera natura dell’anima umana, della vita e della morte, il vero modo per entrare in contatto con le forze segrete della natura e manipolarle, e la vera natura di Dio o degli Dei e della creazione del mondo. Si tratta rispettivamente del segreto alchemico, del segreto magico e del segreto mistico. Il primo si chiama alchemico perchè gli insegnamenti ad esso relativi sono in genere impartiti tramite I simboli della cosiddetta alchimia, che non è nient’altro, come oggi è ben noto, se non un linguaggio simbolico (…)”

Secondo tale semplice esposizione, l’esoterismo altro non sarebbe che un ambito di “insegnamenti” e/o “nozioni”, riservate a chi ne abbia la provata capacità di comprensione. Al contrario, l’essoterismo altro non sarebbe che una semplificazione ed epurazione di tali nozioni, riservate “al popolo”, ovvero a chiunque non sia giudicato in grado di comprendere l’intero genere.

Ulteriormente efficace, la parte finale del testo, allorchè suddivide tale categoria in tre sezioni: “segreto alchemico, segreto magico e segreto mistico”, termini, anche questi, spesso fraintesi o incompresi, soprattutto per via della tendenza a darne per scontato il significato reale.

Se vi chiedessi di definire cosa è l’alchimia, sicurametne una delle risposte più probabili coinciderebbe, seppur approssimativamente, con quanto è possibile trovare nel dizionario (in questo caso il Devoto-Oli):

“Complesso di teorie filosofiche, arti magiche ed esperienze dirette di investigazione della natura, dal quale si svilupperà gradualmente la chimica, diffuso in Europa dalla tarda antichità ai primi secoli dell’età moderna, che si proponeva la scoperta della pietra filosofale, atta a mutare i metalli in oro, e a preparare l’elisir di lunga vita”

Nulla di più errato! Mi riservo di discuterne in seguito per motivi che non anticipo; per ora, ritengo che l’ultima parte del frammento precedente (“alchimia, che non è nient’altro, come oggi è ben noto, se non un linguaggio simbolico”), sia una definizione sicuramente più corretta.

. La cosa si complica, e non di poco, per quanto riguarda i lemmi “magia” e “misticismo”. Probabile che quasi chiunque non abbia fatto altro che darne per scontato il significato, pur non essendo in grado di fornire alcuna definizione corretta.

Ancora in Fernando Pessoa possiamo ritrovare la medesima piacevole semplicità e chiarezza:

[…] “Il Misticismo significa essenzialmente fiducia nell’intuizione; La Magia significa essenzialmente fiducia nel potere. L’intuizione è un’operazione della mente tramite cui i risultati dell’intelligenza vengono ottenuti senza l’impiego dell’intelligenza. Il potere, inteso come potere magico, è un’operazione della mente tramite cui i risultati di uno sforzo continuo vengono ottenuti senza l’impiego di uno sforzo continuo. Entrambi, però, per quanto sia il tempo che richiedono, sono scorciatoie per la conoscenza.” […]

Pessoa continua definendo “Mistica” la ragazza indolente che tenta di indovinare il risultato di un’operazione matematica, per non dover fare lo sforzo di calcolarla; definisce “Maga” la contadina che usa un “filtro d’amore” per garantirsi il legame con suo marito.

Ai fini del delle chiarificazioni che mi propongo, maggiormente interessante è il seguito:

[…] “Ci sono tre vie che conducono all’occulto (N.d.r. inteso come “conoscenza occulta”): la via magica; via questa, estremamente pericolosa in tutti i sensi; la via mistica, che non ha di per sè pericoli, ma è incertae lenta; e quella che si chiama la via alchemica, la più difficile e la più perfetta di tutte perchè comporta una trasmutazione, persino della personalità che la prepara, senza grandi rischi, anzi con le difese che le altre vie non hanno.” […]

Pur evitando ogni considerazione sui “pericoli” delle prime due vie, risulta evidente la predilezione per la terza: la via alchemica.

Il senso che occorre conferire a quest’ultima è esattamente quello già annunciato. Si tratta di un difficile (e lento) percorso, che coincide con la ricerca e l’apprendimento dei “simboli” presenti nella natura, nella vita e, soprattuto, nell’arte.

Occorre spogliare il significato “del bello” e dell’arte, da ogni riferimento al “fine a se stesso”. E’ risaputo e universalmente accettato il concetto secondo il quale “l’arte” sia in grado di elevare lo spirito, in maniera “mistica”, ovvero intuitiva ed immediata (ovvero non-mediata), ma può esserci un passaggio ulteriore.

Lo sforzo richiesto a chiunque volesse quel “qualcosa in più”, è quello della via alchemica, ovvero della via alchemica applicata all’arte: non limitarsi all’apprezzamento e al godimento delle opere per la sola sensazione di elevazione “mistica”.

Coltivare l’ostinazione alla ricerca e all’apprendimento del simbolismo occulto, ovvero profondo e nascosto, con l’intento della “vera crescita”!

Ogni frammento, poesia e discussione di questo blog, ha esattamento questo scopo: vuole essere uno spunto per la “condivisione” di queste “scoperte”, per quanto minime esse siano.

L.M.