Notifica

 

mmm… deve essere stata proprio una nottataccia…. sono a pezzi…  

Devo finirla di addormentarmi sul divano.  … la cattiva abitudine dell’ ultima sigaretta prima di andare a letto…

Uh uh guarda qua! a momenti mandavo a fuoco la casa….. cazzo, che buco sul divano…. e ora che cavolo le dico?!

 

Le sette e trenta…. è già tardi… meglio che mi sbrighi…

 

Più passa il tempo, più mi sembra lontano il bagno..

 

Gattaccio di merda, sempre in mezzo alle palle..

 

             “——“

 

E che cavolo! Anche a quest’ora del mattino c’è gente che rompe?

 

Vabbè andrà ad aprire lei… meglio che non mi veda in questo stato…. comincerebbe a fare domande insopportabili.

 

              “Buongiorno signora, lei è la moglie del….. di …..?”

              “Si, sono io…. ma cosa…. cosa è successo?”

              “Mi dispiace, devo darle una brutta notizia… ieri notte…. insomma…. c’è stato un incidente. Suo marito è rimasto ucciso… deve seguirci in commissariato..”

 

Cazzo, ecco cosa è  andato storto ieri…  l’incidente…. ma.. neanche lo ricordavo….sono morto…

 

Bene, vuol dire che non dovrò andare al lavoro oggi….

 

 

Gnothi seauton

L’uomo non deve potersi guardare in volto, perchè è la cosa più terribile che esista. La Natura gli ha dato il dono di non potersi vedere, come gli ha dato il dono di non poter fissare i suoi stessi occhi.

Soltanto nell’acqua dei fiumi e dei laghi egli poteva fissare il suo volto. E perfino la posizione che doveva prendere era simbolica. Doveva curvarsi, abbassarsi per commettere l’ignominia di vedersi.

L’inventore dello specchio ha avvelenato l’animo umano.

 

Esoterismo, alchimia, magia e misticismo

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A causa di un ragguardevole numero di fraintendimenti riguardo all’uso di termini quali: “Esoterismo”, “Occultismo”, “Magia”, “Misticismo”, “Alchimia” et similia, nell’ambito di questo blog, ritengo opportuno fornire alcuni chiarimenti necessari per evitare ogni possibile mistificazione.

Approfitterò di un frammento poco conosciuto del poeta Fernando Pessoa per meglio chiarire cosa intendo. Del resto perchè cercare parole adatte quando ne esistono di superlative?

[…] “Si è sempre pensato che [un certo tipo di] insegnamenti dovessero essere adattati alla mente di coloro che li ricevono e, poichè molti di essi – questa è l’opzione degli iniziati – sono di ordine tale che il popolo in genere non li capirebbe, e capendoli in modo distorto ne sarebbe turbato, si pensò allora di dividere tali insegnamenti in due categorie: essoterici o profani, quelli esposti in modo da poter essere impartiti a tutti; ed esoterici o occulti, quelli che, essendo più veri, o del tutto veri, è opportuno che siano impartiti solo ad individui previamente e gradualmente preparati a riceverli. Questo tipo di preparazione si chiamava e si chiama iniziazione. E in tutti I misteri l’iniziazione è a sua volta graduale e organizzata in modo che, se un individuo non è adatto a ricevere gli insegnamenti occulti, il fatto si riveli prima che questi gli vengano impartiti per intero.

Se gli insegnamenti occulti siano verità o soltanto speculazioni astratte, è un altro problema. Se davvero gli ierofanti dell’occulto posseggano una maggiore conoscenza della verità pura rispetto a noi profani – che la cerchiamo, se la cerchiamo, con la lettura, la meditazione o l’intelligenza discorsiva e dialettica -, è cosa che non possiamo sapere. Tutto ciò può essere sinceramente creduto dagli iniziati, ed essere falso. L’occulto può avere le sue allucinazioni e I suoi inganni.

Comunque sia. È certo che gli insegnamenti impartiti nei misteri riguardano tre ordini di cose: la vera natura dell’anima umana, della vita e della morte, il vero modo per entrare in contatto con le forze segrete della natura e manipolarle, e la vera natura di Dio o degli Dei e della creazione del mondo. Si tratta rispettivamente del segreto alchemico, del segreto magico e del segreto mistico. Il primo si chiama alchemico perchè gli insegnamenti ad esso relativi sono in genere impartiti tramite I simboli della cosiddetta alchimia, che non è nient’altro, come oggi è ben noto, se non un linguaggio simbolico (…)”

Secondo tale semplice esposizione, l’esoterismo altro non sarebbe che un ambito di “insegnamenti” e/o “nozioni”, riservate a chi ne abbia la provata capacità di comprensione. Al contrario, l’essoterismo altro non sarebbe che una semplificazione ed epurazione di tali nozioni, riservate “al popolo”, ovvero a chiunque non sia giudicato in grado di comprendere l’intero genere.

Ulteriormente efficace, la parte finale del testo, allorchè suddivide tale categoria in tre sezioni: “segreto alchemico, segreto magico e segreto mistico”, termini, anche questi, spesso fraintesi o incompresi, soprattutto per via della tendenza a darne per scontato il significato reale.

Se vi chiedessi di definire cosa è l’alchimia, sicurametne una delle risposte più probabili coinciderebbe, seppur approssimativamente, con quanto è possibile trovare nel dizionario (in questo caso il Devoto-Oli):

“Complesso di teorie filosofiche, arti magiche ed esperienze dirette di investigazione della natura, dal quale si svilupperà gradualmente la chimica, diffuso in Europa dalla tarda antichità ai primi secoli dell’età moderna, che si proponeva la scoperta della pietra filosofale, atta a mutare i metalli in oro, e a preparare l’elisir di lunga vita”

Nulla di più errato! Mi riservo di discuterne in seguito per motivi che non anticipo; per ora, ritengo che l’ultima parte del frammento precedente (“alchimia, che non è nient’altro, come oggi è ben noto, se non un linguaggio simbolico”), sia una definizione sicuramente più corretta.

. La cosa si complica, e non di poco, per quanto riguarda i lemmi “magia” e “misticismo”. Probabile che quasi chiunque non abbia fatto altro che darne per scontato il significato, pur non essendo in grado di fornire alcuna definizione corretta.

Ancora in Fernando Pessoa possiamo ritrovare la medesima piacevole semplicità e chiarezza:

[…] “Il Misticismo significa essenzialmente fiducia nell’intuizione; La Magia significa essenzialmente fiducia nel potere. L’intuizione è un’operazione della mente tramite cui i risultati dell’intelligenza vengono ottenuti senza l’impiego dell’intelligenza. Il potere, inteso come potere magico, è un’operazione della mente tramite cui i risultati di uno sforzo continuo vengono ottenuti senza l’impiego di uno sforzo continuo. Entrambi, però, per quanto sia il tempo che richiedono, sono scorciatoie per la conoscenza.” […]

Pessoa continua definendo “Mistica” la ragazza indolente che tenta di indovinare il risultato di un’operazione matematica, per non dover fare lo sforzo di calcolarla; definisce “Maga” la contadina che usa un “filtro d’amore” per garantirsi il legame con suo marito.

Ai fini del delle chiarificazioni che mi propongo, maggiormente interessante è il seguito:

[…] “Ci sono tre vie che conducono all’occulto (N.d.r. inteso come “conoscenza occulta”): la via magica; via questa, estremamente pericolosa in tutti i sensi; la via mistica, che non ha di per sè pericoli, ma è incertae lenta; e quella che si chiama la via alchemica, la più difficile e la più perfetta di tutte perchè comporta una trasmutazione, persino della personalità che la prepara, senza grandi rischi, anzi con le difese che le altre vie non hanno.” […]

Pur evitando ogni considerazione sui “pericoli” delle prime due vie, risulta evidente la predilezione per la terza: la via alchemica.

Il senso che occorre conferire a quest’ultima è esattamente quello già annunciato. Si tratta di un difficile (e lento) percorso, che coincide con la ricerca e l’apprendimento dei “simboli” presenti nella natura, nella vita e, soprattuto, nell’arte.

Occorre spogliare il significato “del bello” e dell’arte, da ogni riferimento al “fine a se stesso”. E’ risaputo e universalmente accettato il concetto secondo il quale “l’arte” sia in grado di elevare lo spirito, in maniera “mistica”, ovvero intuitiva ed immediata (ovvero non-mediata), ma può esserci un passaggio ulteriore.

Lo sforzo richiesto a chiunque volesse quel “qualcosa in più”, è quello della via alchemica, ovvero della via alchemica applicata all’arte: non limitarsi all’apprezzamento e al godimento delle opere per la sola sensazione di elevazione “mistica”.

Coltivare l’ostinazione alla ricerca e all’apprendimento del simbolismo occulto, ovvero profondo e nascosto, con l’intento della “vera crescita”!

Ogni frammento, poesia e discussione di questo blog, ha esattamento questo scopo: vuole essere uno spunto per la “condivisione” di queste “scoperte”, per quanto minime esse siano.

L.M.

 

frammento da “racconti di potere” di Carlos Castaneda

Conforto, rifugio, paura, sono tutte parole che hanno creato stati d’animo che abbiamo imparato ad accettare senza neppure interrogarci sul loro valore. I nostri simili sono negromanti, e chiunque stia con loro lo diventa a sua volta. Pensateci. Forse potete deviare dal sentiero che i vostri simili hanno tracciato per voi?

E se restate con loro, i vostri pensieri e le vostre azioni rispetteranno solo le loro condizioni.Questa è schiavitù. La libertà costa, ma il  suo prezzo non è impossibile da pagare. Temete quindi chi vi cattura (in ogni modo), temete i vostri padroni.

Non sprecate il vostro tempo e il vostro potere avendo paura della libertà

Juan Matus

 

Desiderio

 

Il desiderio di qualcosa di specifico può emergere solo se: il desiderio iniziale, ancora inconscio, è pieno di delizia e se la deliza esiste già nel desiderio. E’ il ricordo (Reshimot) dei piaceri passati che conduce al bisogno impellente di un desiderio di riceverli ancora, per sentire il piacere ancora una volta. E solo questo è il vero desiderio, che è chiamato Kli.

 

Un Kli esaudito non può essere considerato un desiderio, proprio perchè è soddisfatto. Quindi, l’espulsione della Luce e la sensazione di discesa spirituale costituiscono il periodo della creazione di nuovo kelim per poter ricevere nuova Luce….

Dal momento che la prima restrizione è la ragione della sparizione della Luce da tutti i vessilli, il suo  vuoto nero, Yod, è la base di tutte le lettere-Kelim.

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Ode alla notte (di A.F. Pessoa)

 

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Vieni, Notte antichissima e identica,

Notte Regina nata detronizzata,

Notte internamente uguale al silenzio, Notte

con le stelle, lustrini rapidi

sul tuo vestito frangiato di Infinito.

 

Vieni vagamente,

vieni lievemente,

vieni sola, solenne, con le mani cadute

lungo i fianchi, vieni

e porta i lontani monti a ridosso degli alberi vicini,

 

fondi in un campo tuo tutti i campi che vedo,

fai della montagna un solo blocco del tuo corpo,

cancella in essa tutte le differenze che vedo da lontano di giorno,

tutte le strade che la salgono,

tutti i vari alberi che la fanno verde scuro in lontananza,

 

tutte le case bianche che fumano fra gli alberi

e lascia solo una luce, un’altra luce e un’altra ancora,

nella distanza imprecisa e vagamente perturbatrice,

nella distanza subitamente impossibile da percorrere.

Nostra Signora

 

delle cose impossibili che cerchiamo invano,

dei sogni che ci visitano al crepuscolo, alla finestra,

dei propositi che ci accarezzano

sulle ampie terrazze degli alberghi cosmopoliti sul mare,

al suono europeo delle musiche e delle voci lontane e vicine,

 

e che ci dolgono perché sappiamo che mai li realizzeremo.

Vieni e cullaci,

vieni e consolaci,

baciaci silenziosamente sulla fronte,

cosi lievemente sulla fronte che non ci accorgiamo d’essere baciati

 

se non per una differenza nell’anima

e un vago singulto che parte misericordiosamente

dall’antichissimo di noi

laddove hanno radici quegli alberi di meraviglia

i cui frutti sono i sogni che culliamo e amiamo,

 

perché li sappiamo senza relazione con ciò che ci può

essere nella vita.

Vieni solennissima,

solennissima e colma

di una nascosta voglia di singhiozzare,

 

forse perché grande è l’anima e piccola è la vita,

e non tutti i gesti possono uscire dal nostro corpo,

e arriviamo solo fin dove arriva il nostro braccio

e vediamo solo fin dove vede il nostro sguardo.

Vieni, dolorosa,

 

Mater Dolorosa delle Angosce dei Timidi,

Turris Eburnea delle Tristezze dei Disprezzati,

fresca mano sulla fronte-febbricitante degli Umili,

sapore d’acqua di fonte sulle labbra riarse degli Stanchi.

Vieni, dal fondo

 

dell’orizzonte livido,

vieni e strappami

dal suolo dell’angustia in cui io vegeto,

dal suolo di inquietudine e vita-di-troppo e false sensazioni

dal quale naturalmente sono spuntato.

 

Coglimi dal mio suolo, margherita trascurata,

e fra erbe alte margherita ombreggiata,

petalo per petalo leggi in me non so quale destino

e sfogliami per il tuo piacere,

per il tuo piacere silenzioso e fresco.

 

Un petalo di me lancialo verso il Nord,

dove sorgono le città di 0ggi il cui rumore ho amato come un corpo.

Un altro petalo di me lancialo verso il Sud

dove sono i mari e le avventure che si sognano.

Un altro petalo verso Occidente,

 

dove brucia incandescente tutto ciò che forse è il futuro,

e ci sono rumori di grandi macchine e grandi deserti rocciosi

dove le anime inselvatichiscono e la morale non arriva.

E l’altro, gli altri, tutti gli altri petali

– oh occulto rintocco di campane a martello nella mia anima! –

 

affidali all’Oriente,

l’Oriente da cui viene tutto, il giorno e la fede,

l’Oriente pomposo e fanatico e caldo,

l’Oriente eccessivo che io non vedrò mai,

l’Oriente buddhista, bramanico, scintoista,

 

l’Oriente che è tutto quanto noi non abbiamo,

tutto quanto noi non siamo,

l’Oriente dove – chissà – forse ancor oggi vive Cristo,

dove forse Dio esiste corporalmente imperando su tutto..

Vieni sopra i mari,

 

sopra i mari maggiori,

sopra il mare dagli orizzonti incerti,

vieni e passa la mano sul suo dorso ferino,

e calmalo misteriosamente,

o domatrice ipnotica delle cose brulicanti!

 

Vieni, premurosa,

vieni, materna,

in punta di piedi, infermiera antichissima che ti sedesti

al capezzale degli dei delle fedi ormai perdute,

e che vedesti nascere Geova e Giove,

 

e sorridesti perché per te tutto è falso, salvo la tenebra e il silenzio,

e il grande Spazio Misterioso al di la di essi.. Vieni, Notte silenziosa ed estatica,

avvolgi nel tuo mantello leggero

il mio cuore… Serenamente, come una brezza nella sera lenta,

tranquillamente, come un gesto materno che rassicura,

 

con le stelle che brillano (o Travestita dell’Oltre!),

polvere di oro sui tuoi capelli neri,

e la luna calante, maschera misteriosa sul tuo volto.

Tutti i suoni suonano in un altro modo quando tu giungi

Quando tu entri ogni voce si abbassa

 

Nessuno ti vede entrare

Nessuno si accorge di quando sei entrata,

se non all’improvviso, nel vedere che tutto si raccoglie,

che tutto perde i contorni e i colori,

e che nel cielo alto, ancora chiaramente azzurro e bianco all’orizzonte,

 

già falce nitida, o circolo giallastro, o mero diffuso biancore, la luna comincia il suo giorno.

Stelle, cadenti.

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“guarda! guarda! un altro!”

      – “Dove, dove?”

“Troppo tardi, già caduto.”

       – “si, ma è proprio una palla, facciamo qualcosaltro…”

“no, no, stanotte ne cadono proprio tanti.”

       – “ma almeno hai espresso un desiderio?”

“…Desiderio? Ancora con questa storia! Che desiderio vuoi che esprima una stella che vede un uomo cadere????”